Scritto da: Giovanni Corazzol mercoledì 5 settembre 2012 11:05
Mentre aruspici vignaioli dissezionano acini per trarre i segni dell’annata 2012 e voci apocalittiche (-50% di produzione e relativo aumento dei prezzi dell’uva) si susseguono incontrollate, si alza piacevolmente in volo verso oriente il barba più celebre ed elegante del panorama eno-parossistico italiano: Luka Maroni. Già Luka, perché Luka non va in Corea, va in Korea e noi ke siamo giòvani a
vocazione internazionale ci adeguiamo allo slang marketing oriented di Jelly Tuttifrutti.
E xké Luka va in Korea? Ci va per presentare “The best italian wines selected by Luca Maroni” nella manifestazione ItalyWine organizzata dall’agenzia di comunicazione bcd Network di cui la LM di Luka Maroni è partner assieme a E.D.S. Agenzia Europea (eh?), Camargo Research e Bluentree.
“Il pubblico coreano è molto attento alla critica e tiene in forte considerazione i giudizi degli esperti.
Luca Maroni è attualmente tra i nomi di esperti italiani più conosciuti dai consumatori e dagli addetti ai lavori.
Tutti i vini del progetto ItalyWine saranno proposti come “selezione” di LM per il mercato coreano.”
Con questo semplice sillogismo nella brochure di presentazione dell’iniziativa (alla quinta edizione) viene proposta alle aziende la chiave per accedere con successo alla quarta economia asiatica e ad un mercato del vino da 120 milioni di USD di importazioni nel 2011 con una crescita registrata nell’ultimo semestre del 13%. Le aziende partecipanti dovrebbero essere una trentina tra cui Santa Sofia, Biasiotto, Le Casalte, Villa Acquaviva, Fattoria di Montechiari, Lanciola, Podere Elisa, Aglieta, Villa Corano, D’Alessandro, Sergio Mottura. Costo dell’operazione – spese di viaggio escluse – 2.300,00 euro.
In cambio incontri b2b, workshop, benchmarking, trend analysis, mistery shopping (buh) oltre alle degustazioni incentrate sulla metodologia di analisi sensoriale sviluppata da Luka, il quale curerà anche gli abbinamenti cibo/vino della conseguente, inevitabile cena promozionale proposta nel miglior ristorante italiano di Seul.
La stagione di caccia non è ancora aperta e, si sa, Luka è stato spesso preso di mira con sberleffi (molto ben incassati) per un uso del linguaggio vagamente ampolloso e iperbolico oltre che per qualche recente commistione olimpica che ha suscitato non poche perplessità; non è pertanto intenzione in questa sede proseguire in tale distensivo esercizio e men che meno fare piccolo moralismo lessicale; ed infatti non verrà messa in evidenza quella garbatissima frase : “Tutti i vini del progetto ItalyWine saranno proposti come “selezione” di LM per il mercato coreano” che indurrebbe le menti più semplici a ritenere disponibile la scienza e l’eloquio di Luka in the sky with diamonds a prescindere dalla qualità del vino. E men che meno verrà tirato in ballo il solito trito e ritrito argomento della credibilità di chi giudica vini ed aziende da una parte, mentre dall’altra di alcune se ne fa ambasciatore proponendole quali propria “selezione”. Non si farà, non si dirà. Ed il motivo è uno soltanto: Luka, io TVTTTTB.
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